Parola ad Agata Lucchini, la giovane modella si confessa


Agata, ci racconti cosa hai provato quando hai vinto la fascia di Miss Venere Sorriso?

“Una emozione unica… che non capita tutti i giorni…é stata la conferma di un lavoro svolto bene che però può essere sempre migliorato. é stato veramente qualcosa di speciale.. oltre la vittoria della fascia Miss venere sorriso 2018 mi sono portata a casa un’esperienza fantastica, ho imparato tante piccole cose nuove che possono fare la differenza. ho conosciuto persone che anche se non mi conoscevano facevano il tifo per me e sono nate tante amicizie..spero nel 2019 di ripetere la stessa esperienza”.

Chi sei fuori dal palcoscenico e dai concorsi?

“Agata fuori dal palcoscenico e dai concorsi di bellezza è una ragazza che sa quello che vuole in tutto e per tutto, che non si arrende se magari non riesce a raggiungere il suo obbiettivo…é una ragazza che ama la natura e gli animali.. Agata non é il tipo di ragazza che se si sporca le unghie dice “oddio le mie unghie ” no !! ci sono cose più importanti nella vita che delle unghie… chi mi conosce mi definisce una ragazza non normale e sono fiera di esserlo!! non amo le discoteche preferisco prendere un semplice aperitivo in un locale semplice ma nello stesso tempo raffinato.. amo aiutare le persone in difficoltà! Agata é una ragazza semplicissima e testarda come un toro.. ed é fiera di essere così com’é”

Cosa bolle in pentola per il futuro?

“Veramente tanti progetti!! alcuni più importanti altri meno! però anche se alcuni sono meno importanti sono orgogliosa che la gente continua a credere in me e sceglie me.. variano molto, si passa dalla recitazione ai photoshooting e dai casting per dei film a dei concorsi nazionali.. veramente tanti progetti che occupano tutti o quasi i miei giorni della settimana compresi sabati e domeniche. sto cercando anche di scrivere un libro ma procede lento per via che il tempo manca.. e per scrivere un libro ne serve davvero tanto .. ma si va avanti a testa alta e, come dico io, con i piedi nei tacchi”.

Marco Montini